Casi pratici
Capitolo 42 – Campi, boschi e stalle: la fossa dei liquami
Il caso è inventato a scopo didattico.
Fine marzo, ore 17. La SOREU vi invia in un’azienda agricola di fondovalle: «uomo caduto in una vasca, un familiare dice che non risponde». Arrivate dopo dodici minuti. Nel cortile c’è un trattore con la botte agganciata, il motore acceso, il tubo calato dentro un’apertura quadrata nel cemento, larga circa un metro. Una donna urla e indica giù. Un ragazzo di vent’anni è già a cavallo del bordo, con una gamba dentro, e sta per calarsi. Dice che suo padre è sul fondo, a faccia in giù, e che «bisogna andare subito».
Domande
- Qual è la prima cosa che fai, nei primi dieci secondi?
- Che cosa comunichi alla SOREU?
- Il ragazzo dice che scende lui, che è giovane e che tratterrà il respiro. Cosa gli dici?
- Che cosa puoi fare dall’esterno, senza esporti?
- Che cosa prepari mentre aspetti i vigili del fuoco?
- I vigili del fuoco estraggono l’uomo dopo venti minuti. È incosciente, non respira, ha il viso coperto di liquame. Che cosa fai?
- Che cosa riferisci alla SOREU quando il paziente è sul mezzo?
Soluzioni
- Fermi il ragazzo, fisicamente e con la voce: è la manovra che salva più vite in tutto l’intervento. Nessuno scende. E fai spegnere il trattore, che sta pompando e rimescolando.
- Che la scena non è sicura, che si tratta di una fossa dei liquami con rimescolamento in corso, che chiedi i vigili del fuoco con autorespiratore, quante persone sono dentro e quante hanno tentato di scendere, e che presidi la sponda.
- No, in modo netto e senza discutere: trattenere il respiro non serve, il gas fa perdere conoscenza in pochi secondi e in quella fossa sono già morte delle persone così. Se scende, dovranno tirare fuori due corpi e tu non potrai aiutare nessuno dei due. Dagli un compito utile: allontanare gli altri, aprire il cancello ai VVF, dire come è fatta la vasca.
- Fai spegnere il trattore e la pompa, fai aprire quello che si può aprire dall’esterno, tieni le persone lontane dall’apertura, chiedi com’è fatta la vasca (profondità, scala, quanto liquame) e riferiscilo.
- Ossigeno con maschera e reservoir, aspiratore, DAE, pallone autoespansibile, presidi per l’immobilizzazione, teli e coperte: tutto pronto all’aperto, in un punto sopravvento, e la via libera per i mezzi.
- AcBCDE: liberi e aspiri le vie aeree, non respira normalmente → BLSD partendo dalle 5 ventilazioni con pallone e ossigeno, come nell’annegato (capitolo 39), poi 30:2 con il DAE (capitolo 10), e in due vi alternate. Attenzione ai tuoi DPI: guanti e occhiali, il liquame è anche un rischio biologico. Poi togli i vestiti impregnati, asciughi e copri.
- Che tipo di ambiente, il lavoro in corso (rimescolamento), quanto tempo dentro, che era in arresto e che cosa avete fatto, il ritmo del DAE, i parametri attuali, che il paziente era immerso nel liquame e ora è asciugato e coperto, e se nella fossa c’è ancora qualcuno.
Capitolo 40 – Montagna, piste da sci, valanga e fulmine: l’escursionista nel canale
Caso inventato, a scopo didattico.
Un martedì di febbraio, ore 14:10. La SOREU delle Alpi vi manda in codice giallo al parcheggio a monte di una frazione a 1.100 metri: un escursionista con le ciaspole è scivolato in un canale e il CNSAS lo sta risalendo con la barella. Tempo di percorrenza dalla sede: venticinque minuti, ma l’ultimo chilometro è una strada agro-silvo-pastorale con neve battuta. La SOREU vi dice che l’elisoccorso è attivato ma in questo momento è impegnato su un altro intervento.
Arrivate alle 14:38. Nel parcheggio ci sono due auto del CNSAS e sei persone. Il responsabile del CNSAS vi dice che il paziente è un uomo di 62 anni, caduto per circa venticinque metri alle 12:30, trovato sul fondo del canale su neve bagnata, e che stanno arrivando: dieci minuti.
Alle 14:55 ve lo consegnano. È nella barella del CNSAS, avvolto in un telo termico, con una steccobenda al braccio sinistro. Apre gli occhi se lo chiamate, risponde a monosillabi, non sa dire che giorno è. Non trema. I pantaloni e la giacca sono bagnati. FR 10, il saturimetro non legge sul dito. Polso radiale destro debole, 48. PA 95/60. Il tronco è freddo al tatto. Ha un’escoriazione sulla fronte e una tumefazione al braccio sinistro. Il casco lo portava e non è rotto.
Domande
- Cosa chiedi al responsabile del CNSAS prima che se ne vada, e perché adesso e non dopo?
- Come sposti il paziente dalla barella del CNSAS alla tua?
- Cosa fai con i vestiti bagnati, e dove?
- Gli dai l’ossigeno? Con che presidio?
- In che stadio di ipotermia lo metti, e con quali due domande ci sei arrivato?
- Che cosa dici alla SOREU, in che ordine, e che cosa le chiedi?
- Mentre state chiudendo il portellone, il responsabile del CNSAS vi dice che l’elisoccorso si è liberato e potrebbe raggiungervi al parcheggio. Cosa fai?
- Il compagno dell’escursionista, che è rimasto due ore nella neve ad aspettare i soccorsi, dice che sta bene e che scende con la sua auto. Cosa fai?
Soluzioni
- Ora dell’evento (12:30), dinamica e altezza della caduta, posizione e superficie in cui è stato trovato, se era bagnato, com’era la coscienza quando l’hanno raggiunto e come è cambiata, cosa gli hanno già fatto, e quante persone sono coinvolte. Adesso, perché tra dieci minuti il CNSAS è ripartito e nessuno saprà più rispondere con precisione. E si scrive.
- Con i presidi e in più persone, in blocco, senza scosse e mantenendo l’asse: è sia un ipotermico (il cuore freddo è irritabile) sia un trauma con caduta di venticinque metri e trauma cranico sospetto (capitoli 31, 37 e 43). Materasso a depressione, orizzontale.
- Li togli, in ambulanza al caldo, tagliandoli se muoverlo costa troppo; lo asciughi, lo avvolgi completamente sopra e sotto, testa compresa, e tieni il vano caldo.
- Sì. L’ipotermia è una delle condizioni del diagramma AREU: maschera con reservoir a 10-15 l/min comunque, anche con saturazione normale o non leggibile (capitoli 8 e 37).
- Stadio II: è soporoso (risponde alla voce, confuso) e non trema. Le due domande: è cosciente? trema? Attenzione: la confusione può venire anche dal trauma cranico, e questo non cambia ciò che fai ma va detto.
- Sequenza del capitolo 9: dove sei e chi c’è, dinamica e ora dell’evento (due ore e mezza di esposizione), coscienza, respiro, polso e pressione, esame testa-piedi, protezione termica messa in atto, stadio osservato. Chiedi: destinazione e se serve un mezzo avanzato o l’elicottero; e dai il tempo di percorrenza reale dal parcheggio.
- Non decidi tu: lo comunichi alla SOREU, che sceglie. Se la SOREU manda l’elicottero al parcheggio, resti dove sei, prepari l’area (terra, ostacoli, oggetti), fissi coperte e teli, chiudi i portelloni all’atterraggio, non ti avvicini finché non ti chiamano, e se lo caricano aspetti il decollo prima di ripartire.
- Lo guardi: è bagnato, fermo da due ore al freddo, e ha appena visto cadere un compagno. Prendi i parametri, lo copri, e la sua eventuale non-conduzione passa dalla SOREU con la procedura del rifiuto (capitolo 9). Non lo lasci andare da solo con l’auto dandogli per buono un «sto bene».