Manuale di primo soccorso extraospedaliero

Errori comuni

1. Scena e sicurezza

1. Scendere dal mezzo e andare dritto dal paziente. - Perché è pericoloso: il soccorritore ferito è una vittima in più e un soccorritore in meno. - Invece: osserva la scena da lontano prima di scendere: traffico, fumo, cavi, persone agitate, quanti sono i coinvolti. Se la scena non è sicura, resti sul mezzo e chiedi supporto alla SOREU. - Vedi: cap. 3.

2. Entrare in una casa «dove tutti stanno male» senza pensare al gas. - Perché è pericoloso: il monossido di carbonio non ha colore né odore, e colpisce anche te. - Invece: più persone con mal di testa, nausea o confusione nello stesso ambiente chiuso sono un sospetto di intossicazione. Non entrare, avvisa la SOREU e aspetta i vigili del fuoco. Ricorda che nell’appartamento può esserci un altro paziente. - Vedi: cap. 3 e 20.

3. Avvicinarsi a un folgorato ancora in contatto con la corrente, o entrare in acqua «perché è vicino». - Perché è pericoloso: diventi la seconda vittima. - Invece: prima si toglie la corrente; il recupero in acqua o in una fossa lo fa chi ha mezzi e addestramento. Tu comunichi alla SOREU cosa vedi e cosa ti serve. - Vedi: cap. 35, 39 e 42.

4. Mettere i DPI quando sei già accanto al paziente. - Perché è pericoloso: il contatto con sangue e secrezioni avviene nei primi secondi, non dopo. - Invece: guanti e, se serve, occhiali e mascherina prima di arrivare dal paziente. Un paio di guanti nuovo per ogni paziente. - Vedi: cap. 3.

2. Valutazione

5. Ritardare la valutazione primaria per occuparsi della lesione più vistosa. - Perché è pericoloso: la gamba rotta si vede, lo shock no. - Invece: valutazione primaria completa, nell’ordine AcBCDE (XABCDE nel trauma), in al massimo 10 minuti (corso AREU). L’emorragia che mette in pericolo la vita si ferma subito: nel trauma è la X, prima della A (errore 24). - Vedi: cap. 6, 28 e 29.

6. Considerare «confuso» uguale a V. - Perché è pericoloso: la SOREU riceve un dato sbagliato sulla coscienza. - Invece: A vuol dire che apre gli occhi spontaneamente, orientato o confuso. Se è sveglio ma disorientato scrivi A e aggiungi «confuso». V è chi apre gli occhi solo se lo chiami. - Vedi: cap. 6 e 7.

7. Pensare che A voglia dire «tutto a posto». - Perché è pericoloso: un paziente sveglio ma confuso ha già un GCS di 14, e nel trauma cranico la confusione può essere il primo segno. - Invece: A non equivale a GCS 15. Se il paziente risponde solo al dolore (P), le vie aeree sono a rischio: avvisa subito la SOREU. - Vedi: cap. 7 e 30.

8. Leggere la saturazione senza guardare il paziente. - Perché è pericoloso: il saturimetro sbaglia nell’intossicato da CO e nel bambino che si agita, e può sovrastimare la saturazione nelle persone con pelle scura. - Invece: un valore al limite in una persona con pelle scura va considerato basso. Nel sospetto di CO il 98% non vale nulla (errore 18). - Vedi: cap. 7 e 8.

9. Interpretare l’ECG, o farlo di propria iniziativa. - Perché è pericoloso: leggere un tracciato non è una competenza del soccorritore. - Invece: se il mezzo ne è dotato, esegui l’ECG su indicazione della SOREU, controlli che il tracciato sia pulito e lo trasmetti. Alla SOREU descrivi il polso: irregolare, molto lento o molto rapido. - Vedi: cap. 7 e 14.

10. Fissarsi su un sospetto di diagnosi. - Perché è pericoloso: smetti di cercare. «È ubriaco» nasconde l’ipoglicemia o il trauma cranico, «ha solo la febbre» nasconde il colpo di calore. - Invece: descrivi quello che vedi e misuri. Chi ha bevuto e ha anche battuto la testa è un trauma cranico finché non si dimostra il contrario. - Vedi: cap. 18, 30 e 38.

11. Scoprire il paziente per valutarlo e dimenticare di ricoprirlo. - Perché è pericoloso: il freddo peggiora lo shock e il trauma, anche d’estate e anche in casa. - Invece: scopri solo quello che serve, ricopri subito, isola il paziente dal terreno e dalla barella fredda. - Vedi: cap. 6 e 37.

12. Misurare parametri e dolore una volta sola. - Perché è pericoloso: il paziente cambia, e senza una seconda rilevazione non te ne accorgi. - Invece: rivaluta AcBCDE e parametri durante tutto l’intervento, con l’ora di ogni rilevazione; nel trauma cranico anche AVPU e pupille. Il dolore si misura con una scala (per esempio NRS) e si scrive nella relazione, come chiede la Legge 38/2010. - Vedi: cap. 6, 7 e 30.

3. BLSD

13. Scambiare il gasping per respiro. - Perché è pericoloso: perdi i minuti in cui la RCP e il DAE funzionano meglio. - Invece: incosciente con respiro agonico (gasping) vuol dire arresto cardiaco, anche nel trauma. Nel dubbio, tratti come arresto. - Vedi: cap. 10 e 29.

14. Mettere in posizione laterale di sicurezza un paziente che non respira normalmente. - Perché è pericoloso: giri sul fianco un arresto cardiaco, e nessuno comprime. - Invece: la PLS è per chi ha una coscienza ridotta, respira normalmente e non ha un trauma. Ricontrolli il respiro almeno ogni minuto. - Vedi: cap. 43.

15. Valutare polso e respiro subito dopo lo shock. - Perché è pericoloso: ogni pausa senza compressioni riduce le probabilità che il cuore riparta. - Invece: dopo lo shock riprendi subito le compressioni per 2 minuti, senza valutare nulla. Ti fermi solo se il paziente si sveglia, si muove, respira normalmente, o quando il DAE lo chiede. - Vedi: cap. 10.

16. Rimandare il DAE perché piove o il paziente è bagnato. - Perché è pericoloso: ogni minuto di ritardo della defibrillazione conta. - Invece: sposta il paziente su una superficie asciutta, asciuga il torace, applica subito le piastre. Nessuna condizione meteo giustifica un ritardo. - Vedi: cap. 10.

17. Nell’ostruzione grave, partire con il BLSD mentre il paziente è ancora cosciente; o cercare il corpo estraneo con le dita alla cieca. - Perché è pericoloso: comprimi un torace che ha ancora il polso, oppure spingi il corpo estraneo più in fondo. - Invece: tosse efficace → incoraggia a tossire. Tosse inefficace → 5 colpi interscapolari alternati a 5 compressioni addominali (sul torace se è in gravidanza avanzata o molto obeso). Se perde coscienza → BLSD. Prima delle ventilazioni guardi in bocca e togli solo quello che vedi. - Vedi: cap. 12.

4. Ossigeno

18. Togliere l’ossigeno all’intossicato da CO perché il saturimetro dice 98%. - Perché è pericoloso: nell’intossicazione da monossido il saturimetro dà valori falsamente normali. - Invece: ossigeno ad alti flussi con reservoir comunque, e lo comunichi alla SOREU. - Vedi: cap. 8 e 20.

19. Non dare ossigeno perché «la saturazione è normale». - Perché è pericoloso: in alcune condizioni il problema non si vede sul saturimetro. - Invece: maschera con reservoir a 10-15 l/min, qualunque sia la SpO₂, in cinque casi: shock, monossido di carbonio, annegamento, malattia da decompressione, ipotermia. Negli altri casi l’ossigeno serve se c’è dispnea o se la SpO₂ è sotto il 94%; sotto l’85%, alti flussi. - Vedi: cap. 8.

20. Maschera con reservoir a 4-6 l/min «per non esagerare», o reservoir sgonfio. - Perché è pericoloso: il paziente respira meno ossigeno di quanto credi. - Invece: con il reservoir il flusso è 10-15 l/min, e il sacchetto deve restare gonfio. La maschera semplice va da 4 a 8 l/min. - Vedi: cap. 8.

21. Nel paziente con BPCO nota, lasciare il flusso alto quando la saturazione supera il 92%. - Perché è pericoloso: l’obiettivo di questi pazienti è più basso di quello degli altri, e sopra il 92% ricevono più ossigeno del necessario. - Invece: l’obiettivo nella BPCO nota è 88-92%. Sopra il 92% in ossigeno riduci il flusso: non è un allarme, è una regolazione. L’errore opposto è peggio: sotto l’85% si danno alti flussi a tutti, BPCO compresi. - Vedi: cap. 8.

22. Dare la saturazione senza dire se è in aria o in ossigeno. - Perché è pericoloso: «94%» vuol dire cose opposte nei due casi. - Invece: se non ritarda l’ossigeno, misuri e scrivi la SpO₂ in aria prima di metterlo; poi dici sempre «in aria» o «con ossigeno a … litri». - Vedi: cap. 8 e 9.

5. Trauma ed emorragie

23. Togliere le garze intrise di sangue per metterne di pulite, o sollevarle «per vedere». - Perché è pericoloso: stacchi il coagulo che si stava formando e la perdita ricomincia. - Invece: se il sangue passa, non togliere le garze e non sollevarle: aggiungine un’altra sopra e premi di nuovo, più forte, sul punto che sanguina. Se non basta e la ferita è su un arto → tourniquet. - Vedi: cap. 34.

24. Aspettare la C per fermare un’emorragia che mette in pericolo la vita. - Perché è pericoloso: una grossa emorragia può uccidere prima che tu arrivi alla C. - Invece: se al colpo d’occhio vedi un’emorragia pericolosa per la vita, la fermi subito: è la X dell’XABCDE del corso SSE aggiornato, prima della A. Se siete in due, uno comprime e l’altro prosegue con la A. - Vedi: cap. 29.

25. Mettere il tourniquet sulla ferita o su un’articolazione, allentarlo per vedere se sanguina ancora, non annotare l’ora. - Perché è pericoloso: sulla ferita o sull’articolazione il tourniquet non chiude il vaso; allentato, fa ripartire il sangue e porta via il coagulo. - Invece: il tourniquet va 5-7 cm sopra la ferita (corso SSE aggiornato), mai sulla ferita né su un ginocchio o un gomito. Alla radice dell’arto, sopra i vestiti, solo se non vedi la ferita e non hai tempo di scoprirla. Si stringe finché il sanguinamento si ferma, si scrive subito l’ora sulla cinghia e non si allenta. Lo toglie solo il personale sanitario, anche se il paziente chiede di allentarlo. E non metterlo quando la compressione basta: il corso SSE aggiornato avverte che un tourniquet senza indicazione dà complicanze frequenti e gravi. Nel dubbio, chiedi alla SOREU. - Vedi: cap. 29 e 34.

26. Rinunciare ad aprire le vie aeree nel traumatizzato per paura di muovere il collo. - Perché è pericoloso: l’assenza di respiro è più pericolosa del rischio per il rachide. - Invece: nel sospetto di trauma provi prima la sublussazione della mandibola. Se le vie aeree restano chiuse, estendi il capo gradualmente, quanto basta ad aprirle. - Vedi: cap. 6, 8 e 30.

27. Tamponare il sangue o il liquido chiaro che esce da naso e orecchie dopo un trauma cranico. - Perché è pericoloso: può essere il segno di una frattura della base cranica. - Invece: copri con una garza senza premere. Se però l’epistassi è abbondante e minaccia le vie aeree, gestisci le vie aeree con la posizione e l’aspirazione. - Vedi: cap. 30.

28. Coprire l’ustione e poi raffreddarla, o raffreddare tutto il paziente. - Perché è pericoloso: il telino asciutto sopra impedisce il raffreddamento, e raffreddare un corpo intero porta all’ipotermia. - Invece: raffreddi subito con acqua corrente fresca, non ghiacciata, per almeno 20 minuti, se possibile entro 3 ore, e intanto togli vestiti non adesi e oggetti metallici; poi copri. Raffreddi solo la lesione, mai il paziente, soprattutto nelle ustioni estese e nei bambini. - Vedi: cap. 35.

29. Mettere la medicazione sulla ferita del torace e non guardare più il respiro. - Perché è pericoloso: il trauma toracico peggiora nel tempo, anche quando all’inizio sembrava stabile. - Invece: dopo la medicazione ricontrolli FR, SpO₂ ed espansione del torace, e comunichi subito ogni peggioramento. - Vedi: cap. 32.

30. Tranquillizzarsi davanti all’anziano che «sta bene» dopo una caduta. - Perché è pericoloso: il corso AREU lo dice chiaro: non sottovalutare mai un anziano traumatizzato. - Invece: chiedi sempre degli anticoagulanti (una piccola botta, in chi li prende, può sanguinare dentro la testa) e rivaluta. - Vedi: cap. 30 e 36.

Cosa dicono le linee guida

6. Emergenze mediche

31. Far camminare fino all’ambulanza un paziente con dolore toracico. - Perché è pericoloso: ogni sforzo aumenta il lavoro del cuore. - Invece: tienilo a riposo, semiseduto o nella posizione più comoda, e lo porti tu con i presidi. Lo stesso vale per chi ha freddo, per chi è stato morso da una vipera, per chi è appena svenuto. - Vedi: cap. 14, 16, 37 e 41.

32. Dare da bere o da mangiare a chi ha la coscienza alterata. - Perché è pericoloso: chi non è pienamente sveglio o non deglutisce bene rischia di inalare. - Invece: niente cibo e niente liquidi. Lo zucchero per bocca non lo dai di tua iniziativa: comunichi segni, glicemia e AMPIA alla SOREU e segui le sue indicazioni. - Vedi: cap. 18.

33. Scambiare un’ipoglicemia per ubriachezza o per un disturbo psichiatrico. - Perché è pericoloso: i segni dell’ipoglicemia sono spesso neurologici e compaiono in fretta. - Invece: nel paziente con coscienza alterata (V, P o U), o con CPSS positiva, la glicemia capillare si misura secondo l’IOP 74. Il valore lo interpreta la SOREU. Pensa al diabete anche se nessuno te lo dice. - Vedi: cap. 7 e 18.

34. Nel sospetto di ictus, dimenticare la glicemia o scrivere l’ora della chiamata al posto dell’ora dei sintomi. - Perché è pericoloso: l’ipoglicemia può imitare un ictus; e senza l’ora di esordio l’ospedale non sa quali trattamenti può fare. - Invece: dopo la CPSS, glicemia capillare. Chiedi l’ora di esordio o l’ultima volta in cui il paziente è stato visto in buone condizioni, e il numero di telefono del testimone. - Vedi: cap. 15.

35. Durante la convulsione, trattenere il paziente o mettergli qualcosa in bocca; non guardare l’ora. - Perché è pericoloso: provochi lesioni, e senza l’ora non sai quanto dura la crisi. - Invece: guarda l’ora dell’inizio e proteggi il paziente dagli urti. Se la crisi dura più di 5 minuti, o si ripete senza ripresa di coscienza, avvisa subito la SOREU. Dopo la crisi: se non respira normalmente → BLSD; se respira normalmente e non c’è trauma → PLS; glicemia capillare. Gravidanza o parto recente: dillo subito. - Vedi: cap. 17.

36. Nell’anafilassi, far alzare o sedere di colpo il paziente; dimenticare l’autoiniettore. - Perché è pericoloso: la pressione può crollare quando il paziente si alza. - Invece: tienilo sdraiato, anche se respira male quando la pressione è bassa; semiseduto solo se respira male e la pressione è normale; se è incinta, sul fianco sinistro. Chiedi subito se ha un autoiniettore di adrenalina e comunicalo alla SOREU. - Vedi: cap. 19.

37. Pensare «ha solo freddo» o «ha solo la febbre». - Perché è pericoloso: il paziente soporoso che non trema più è già allo stadio II e può peggiorare in fretta; l’anziano confuso in una casa rovente può avere un colpo di calore. - Invece: stadi l’ipotermia dalla clinica (coscienza, brivido), non dal termometro. Colpo di calore vuol dire, dopo caldo o sforzo, coscienza alterata oppure temperatura sopra 40 °C: raffredda subito e comunicalo alla SOREU. - Vedi: cap. 37 e 38.

38. Strofinare mani e piedi del paziente freddo, farlo camminare, contare il respiro per dieci secondi. - Perché è pericoloso: frizioni e movimento riportano al cuore il sangue freddo delle estremità (after-drop) e possono scatenare un’aritmia; in dieci secondi non trovi un respiro lentissimo. - Invece: muovilo piano e tienilo orizzontale, riscalda solo il tronco, in modo passivo. Nel paziente freddo che non risponde cerchi i segni vitali fino a un minuto; se non ci sono, RCP e DAE come sempre. - Vedi: cap. 37.

7. Pediatria

39. Confrontare i parametri del bambino con quelli dell’adulto. - Perché è pericoloso: una frequenza normale per un adulto può essere un allarme a due anni, e viceversa. - Invece: usa la tabella per età. Per la pressione, la soglia d’allarme è PAS sotto 70 + 2 × età in anni (tra 1 e 10 anni). - Vedi: cap. 23 e 47.

40. Nel BLSD pediatrico, partire come nell’adulto. - Perché è pericoloso: nel bambino il cuore si ferma quasi sempre perché è rimasto senza ossigeno: prima serve l’aria. - Invece: 5 ventilazioni iniziali, poi 15:2. Nel lattante comprimi con due pollici e mani che circondano il torace. Comprimi abbastanza: un terzo del diametro è più di quanto sembri. - Vedi: cap. 11.

41. Aspettare le piastre pediatriche quando non ci sono, o lasciare che le piastre si tocchino. - Perché è pericoloso: se il ritmo è defibrillabile, lo shock è l’unica cosa che lo può fermare; e in un torace piccolo le piastre che si toccano sono l’errore più facile. - Invece: da 1 a 8 anni e fino a 25 kg, modalità o piastre pediatriche se ci sono, altrimenti il DAE standard; sotto 1 anno, secondo le indicazioni della SOREU. Nel torace piccolo metti le piastre in posizione antero-posteriore (una davanti, una tra le scapole), così non si toccano. - Vedi: cap. 11.

42. Contare le ustioni del lattante con la regola del 9 dell’adulto, o contare anche il 1° grado. - Perché è pericoloso: sbagli l’estensione, e con lei la gravità che comunichi. - Invece: nel lattante testa 18, arti superiori 9 + 9, tronco 18 + 18, arti inferiori 14 + 14; i genitali non si contano a parte. Il 1° grado non si conta. Il palmo della mano del paziente, dita comprese, vale circa l’1%. - Vedi: cap. 35.

43. Pensare che una convulsione febbrile «già finita» non vada comunicata, o separare il bambino dai genitori. - Perché è pericoloso: perdi informazioni e spaventi il bambino, che diventa più difficile da valutare. - Invece: comunichi la crisi con ora e durata, e i farmaci già dati dai genitori. Valuti il bambino in braccio al genitore, se puoi, e credi ai genitori quando dicono che «non si comporta come al solito». - Vedi: cap. 23.

44. Presentare il JumpSTART come protocollo AREU. - Perché è pericoloso: nel materiale AREU per soccorritori non compare; lo START modificato non prevede eccezioni per il bambino. - Invece: in una maxiemergenza usi lo START modificato che ti è stato insegnato. - Vedi: cap. 44.

8. Comunicazione con la SOREU

45. Chiamare prima di aver finito la valutazione primaria, oppure aspettare la fine quando c’è una minaccia vitale. - Perché è pericoloso: nel primo caso richiami tre volte; nel secondo la SOREU perde minuti per mandarti aiuto. - Invece: il quadro clinico si comunica al termine della valutazione primaria. Se trovi respiro assente o anormale, un’emorragia importante, la coscienza persa o il sospetto di una condizione tempo-dipendente (ictus, dolore toracico, trauma maggiore), chiami subito, con il tasto 1 anche se i parametri sono nella norma. - Vedi: cap. 9.

46. Dire una diagnosi, un codice o il mezzo che vuoi, invece dei fatti. - Perché è pericoloso: «secondo me è un infarto, mandate l’automedica» non dà alla SOREU gli elementi per decidere, e la decisione è sua. - Invece: età, dinamica con l’ora, coscienza, respiro, emorragie, polso, AVPU, testa-piedi, cosa avete fatto. Se pensi che il tuo equipaggio non basti, dici perché e chiedi un supporto avanzato. - Vedi: cap. 9.

47. Usare il tasto 2 per un paziente con parametri alterati, «per non disturbare». - Perché è pericoloso: presenti come stabile un paziente che non lo è, proprio quando conta il tempo. - Invece: tasto 1 se il paziente è urgente o se sospetti una condizione tempo-dipendente (ictus, dolore toracico, trauma maggiore), anche con i parametri nella norma; tasto 2 se non è urgente. Il tasto non è il codice: quello lo assegna la SOREU. - Vedi: cap. 4 e 9.

48. In una maxiemergenza, mettere i braccialetti e non comunicare i numeri; assegnare il nero. - Perché è pericoloso: senza i numeri la SOREU non sa quanti mezzi mandare; il nero dato dal volontario può lasciare senza soccorso un paziente vivo. - Invece: comunichi quanti sono e di che colore. Il nero lo assegna solo il personale sanitario: il soccorritore volontario usa il rosso, anche davanti a segni evidenti di morte, e lo dice. - Vedi: cap. 44.

9. Trasporto e consegna

49. Dire ai familiari in quale ospedale andate prima della conferma della SOREU, o portare il paziente «al solito ospedale». - Perché è pericoloso: la famiglia parte per il posto sbagliato; il paziente tempo-dipendente arriva dove non possono trattarlo. - Invece: la destinazione la decide la SOREU. Ai familiari dici che l’ospedale lo sceglie la centrale e che glielo dirai appena lo sai. - Vedi: cap. 1 e 9.

50. Considerare il trasporto come «tempo morto». - Perché è pericoloso: il paziente peggiora anche in ambulanza, e il tragitto può essere lungo. - Invece: rivaluti durante tutto il viaggio, ripeti i parametri e avvisi subito la SOREU se qualcosa cambia. - Vedi: cap. 1 e 6.

51. Fare la consegna in pronto soccorso a due persone diverse, in due pezzi. - Perché è pericoloso: le informazioni si perdono tra un pezzo e l’altro. - Invece: la consegna a voce si fa una volta sola, a chi prende in carico il paziente, insieme alla relazione. Dici com’era all’inizio e com’è adesso, cosa avete fatto e a che ora, l’ora del tourniquet se c’è. - Vedi: cap. 9.

10. Dopo l’intervento

52. Scrivere l’ora del tourniquet, i parametri o l’ora dell’evento a memoria, a fine intervento. - Perché è pericoloso: le ore ricostruite dopo sono sbagliate, e la relazione è un documento. - Invece: annoti le ore mentre succedono. Se sbagli prima della consegna, tiri una riga leggibile e scrivi accanto: niente bianchetto. - Vedi: cap. 9.

53. Tenere gli stessi guanti dal paziente al volante, al telefono, alla penna. - Perché è pericoloso: porti il contagio dove nessuno lo aspetta, compresa la cabina di guida. - Invece: togli i guanti, igiene delle mani, guanti nuovi per riordinare. I guanti non sostituiscono l’igiene delle mani. - Vedi: cap. 3.

54. Spremere la ferita dopo una puntura accidentale, o non segnalarla. - Perché è pericoloso: per l’HIV la profilassi va iniziata il prima possibile, e il tempo lo perdi o lo guadagni tu. - Invece: favorisci il sanguinamento senza spremere, lava, disinfetta, avvisa e compila la segnalazione di infortunio dell’associazione, non la relazione del paziente. - Vedi: cap. 3.